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14 – La visita alla balia

14 - La visita alla balia

La visita alla balia, opera firmata in basso a destra “Angelo Inganni” e datata 1874, illustra il fenomeno del baliatico, pratica molto diffusa nell’Ottocento. 

Qui viene raffigurato il momento in cui i genitori del neonato fanno visita alla donna che tiene a balia l’infante. Domenico Induno, considerato tra i protagonisti della pittura milanese del tempo, aveva affrontato questo tema nel 1861 ambientando una scena analoga in una cucina angusta ed annerita dal focolare. L’opera aveva avuto una fortuna ed era stata replicata in diverse versioni. 

A distanza di alcuni anni Inganni sembra rifarsi a quel modello, abbandonando però ogni significato di tipo moraleggiante e apportando numerose varianti compositive e pittoriche tipiche del suo repertorio di “genere”. La scena qui è ambientata in una cucina di ampie dimensioni e descritta con dovizia di dettagli, dai panni stesi sul fondo, alla rastrelliera con le pentole appesa alla parete. Come già accadeva nella tela dell’Induno, ritornano la figura dell’anziana che, alzando l’indice, intende impartire una lezione di saggezza, così come quella del bambino sommariamente vestito, qui posto in braccio alla nutrice. 

Inganni conferisce alla scena una dimensione corale a cui concorrono, oltre all’immancabile cagnolino, i numerosi familiari della balia, inclusi parenti e vicini di casa. Al centro della scena si colloca la coppia in visita, insieme alla bambina posta in controluce. Il loro abiti suggeriscono una certa agiatezza borghese, mentre quelli degli altri presenti appaiono umili ma dignitosi. Come accade spesso nelle scene di tipo popolare animate da molti personaggi, Inganni caratterizza fisionomie e atteggiamenti di ciascuno. Si noti la giovane ragazza che, un poco intimidita, porge le sedie agli ospiti sotto lo sguardo del signore con il cilindro, più interessato a lei che a quanto sta accadendo intorno. Accanto al camino si nota un contadino che accende il lume con una brace, figura spesso trattata anche singolarmente dall’artista. 

Il dipinto rappresenta anche un virtuosistico repertorio di effetti di “fuoco e di lume” che resero celebre Inganni. Il grande camino diffonde un bagliore rossastro che determina un forte effetto di controluce sulle figure in primo piano e proietta la loro ombra sul pavimento; con sapiente gradualità di toni, l’ombra ritorna poi verso il soffitto e gli archi ribassati sul fondo della stanza. 

TRA BRESCIA E GUSSAGO 1850-1880

"Nello spirito di Gussago"

23/9/2023 - 7/1/2024

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Comune di Gussago
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23/9/2023 - 7/1/2024

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